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Lago di Baranca. Trekking in Valle Anzasca

01 Agosto 2010

Donaldo Lago di Baranca Il racconto che leggerete è stato scritto da Donald un "giovanissimo"(otto anni), partecipante all'escursione.


"La mia prima avventura in Montagna"
Domenica mattina presto siamo partiti, abbiamo iniziato la nostra camminata correndo un po.
La salita è stata un po' faticosa, perchè c' erano alcuni gradoni alti e il
terreno era sassoso, a un certo punto mi è sembrato di non arrivare mai; però siamo stati bravi e abbiamo raggiunto il lago di Branca, la nostra meta.
Abbiamo mangiato dei buoni panini e ci siamo guardati il bel panorama.
Dopo esserci riposati siamo scesi. La discesa è stata molto veloce, sembrava che corressimo e abbiamo visto una VIPERA! Che corsa!!! "Ce la siamo fatta sotto!"
Alla fine ero stanco , ma contento della mia prima giornata passata in montagna!
Donald

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Cima della Laurarsca. Val Grande

16 Agosto 2010

Sonia alla Cima della Laurasca Il racconto che leggerete è stato scritto da Sonia una partecipante all'escursione.

Con la premessa che è stato un piacere conoscere Roberto e i racconti dei suoi viaggi coraggiosi, colpita da quello alle Isole Svalbard, vicinissime al Polo Nord, dove l’incontro con l’orso bianco può essere la fine dei tuoi giorni, il sentiero della giornata di ieri 16 agosto per arrivare sulla Cima Lurasca è stato spettacolare e reso più interessante in sua compagnia.

E’ riuscito a trasmettere l’importanza di quanto sia importante sapere dove ci si trovi sul sentiero che si sta percorrendo, avendo sempre la cartina con sé.

Il tempo purtroppo è cambiato portando un po’ di pioggia quindi voglio ritornare in una giornata che possa permettere uno sguardo sulla grandiosa valle ricca di acqua, gente e animali.

Un panorama bellissimo mi aspetta dalla cima più alta della Val Grande in una giornata di sole da condividere con altre persone che amano emozioni semplici come solo la natura ti può regalare.

Ciao Roberto e grazie! Sonia

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Lago di Piamboglio. Escursionismo Alpe Devero

23 Maggio 2010

Lago di Piamboglio Il racconto che leggerete è stato scritto da una partecipante all'escursione.

Domenica 23 maggio, giornata spettacolare dopo giorni di pioggia interminabile : pieno sole e niente nuvole, l’ideale per fare una bella escursione in montagna; meta: lago di Piamboglio presso l’Alpe Devero;
Dopo i saluti al punto di ritrovo a Gravellona Toce, si parte, puntualissimi , alle 7:30 . Una piccola sosta caffè e rifornimento d’acqua, che in montagna sotto il sole non è mai abbastanza.
Con grande sorpresa arrivati al Devero , poche sono le auto parcheggiate
e questo ci lascia sorpresi poiche’ il clima e’ perfetto per una passeggiata .
Che fortuna ! Solo qualche persona qui e là, ma soprattutto silenzio…c’e un paesaggio che riempie l’anima: cime e cime di roccia nuda, neve e ghiacciai e prati d’erba verde elettrico tappezzati di Crocus bianchi e viola. Piccole pozze di acqua semi-ghiacciata dove però si potevano vedere alcuni girini di rana……che nuotano veloci.
A Crampiolo comincia la salita, prima tappa: lago Devero.
La camminata si snoda tra boschi di Larici, cespugli di rododendro che promettevano un’abbondante, futura, esplosione di fiori.
Sul cammino incontriamo molta neve, ma non e ‘ un ostacolo per noi arditi e marmotte che ci accompagnano con i loti fischi .
Il lago e’ fantastico con dei colori vivacissimi dal blu intenso all’azzurro zaffiro, al bianco dei pezzi di ghiaccio che galleggiano sull’acqua che sembrano tagliati con un coltello. Il sole si riflette così intensamente che e ‘ impossibile togliersi gli occhiali.
D’ un tratto un particolare, osservato da una signora del nostro gruppo, che ti fa come risvegliare e renderti conto di dove sei: l’ombra del ghiaccio un’ombra che le lastre galleggianti proiettano sul fondo del lago, una sottile linea blu scuro quasi sfuggente a uno sguardo poco attento. Il dettaglio che mancava per completare il quadro.
Sulla neve si cammina a fatica, si scivola e si affonda con una gamba o entrambe in 2 metri di sedimenti, ma questo rende più interessante la passeggiata.
Durante il percorso apprendiamo la differenza tra due tipi di licheni, tra cui uno che cresce un millimetro all’anno ( ci sono delle chiazze molto grandi sulle rocce, quasi fossero dei fossili “viventi”) e uno tossico proprio quello che avevo preso in mano due minuti prima… Roberto ci illustra la flora circostante ma sempre e’ vigile e attento e ad ogni occasione ci spiega come si deve affrontare una salita su una frana dove le rocce possono rotolare sulla testa di quelli di sotto o come si cammina su un costone innevato.
Più avanti il vero “ostacolo” e’ una camminata un poco più impegnativa, almeno dal mio punto di vista, su un costone di neve a picco sul lago. La prospettiva di scivolare non e molto allettante; per fortuna che le guide hanno tracciato la strada con le impronte dei loro scarponi per segnarci il luogo dove devono essere messi i nostri piedi. Molto lentamente siamo passati tutti; il segreto, personalmente, era mantenere la concentrazione, che è un utile esercizio anche nelle cose di tutti i giorni, solo sulle tracce senza pensare all’ immensità del vuoto sottostante.
Neve ed ancora neve, fiumi che compaiono e scompaiono sotto il manto bianco e alla fine, dietro l’ultima collina il lago di PianBoglio .
La sua bellezza così delicata ed immersa nel silenzio e’ però sovrastata dallo spettacolo del blu oltremare lago Devero ghiacciato che ci siamo lasciati alle spalle.
Dopo le fotografie per immortalare l’arrivo all’obiettivo, la fame assale: salame, panini, mela col limone, biscotti e caffè caldo fatto al momento dalla guida super organizzata.
Nella pausa ci sta anche una dormitina senza farsi mancare una bella russata….
Al ritorno il passo e’ più spedito, abbiamo attraversato il costone di neve con un ritmo più veloce quasi come se le gambe fossero degli ingranaggi di un orologio perenne.
Quasi arrivati alla piana Devero incontriamo due camosci che sgambettano poco più distante dal sentiero. E’ strano pensare che noi uomini facciamo così tanto baccano quando camminiamo, ormai abituati a sentire e a creare rumore in tutte le forme. Se dovessimo cacciare per vivere moriremmo di fame…
Dopo un larice centenario , dove tre persone non bastano per abbracciarlo, siamo arrivati alla piana Devero alle 18:30 ancora in tempo per osservare la bellezza dei riflessi del sole sui ruscelli e sui muri delle casette tradizionali appena costruite, così perfette nei dettagli che sembrano finte.
Personalmente l ‘ escursione è stata fonte di molti spunti “naturali” che ho usato per pensare a concetti molto più ampi che si inseriscono nella vita di tutti i giorni come la concentrazione, il fare silenzio, l’accorgersi di quei particolari che possono cambiare i punti di vista e molto altro. Sicuramente è stato molto piacevole stare in compagnia e la sensazione dell’aiutarsi a vicenda che molte volte manca.
Dalia

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Cima Altemberg. Escursionismo Valle Strona.

25 Luglio 2010

Cima Altemberg. Località della Gita: Valle Strona; Italia
Punto di partenza: Campello Monti m.1305
Nome della Cima: Cima Altemberg m. 2394
Esposizione: SE
Difficoltà: E/EE nel tratto della cresta
Dislivello effettivo: m. 1200 (dato GPS)
Distanza salita e discesa:Km. 12 (dato GPS)
Tempo totale salita e discesa: circa 4.30 ore
Cartografia: Carta Escursionistica Transfrontaliera scala 1:50 000 Foglio 02 Valle Strona, Cusio; Mottarone, Lago d'Orta.
Periodo consigliato: Giugno-Ottobre
Bollettino Meteo della zona
Copertura telefonia cellulare: Discreta coperture telefonia cellulare.
Rifornimento di acqua: Ottima possibilità di rifornirsi d' acqua presso l'Alpe Scarpia, Lago di Capezzone, Alpe Capezzone.
Punto di ristoro/colazione/merende: La Vetta del Capezzone. Tel. 0323-885113 a Campello Monti. Aperto tutti i giorni da Giugno a Novembre.

Descrizione dell'itinerario:L'escursione all'Altemberg prevede di percorrere la cresta SE passando dalla Bocchetta di Rimella e rientro dal Lago di Capezzone. Lasciate l'auto nel piccolo parcheggio del paese di Campello Monti. Attraversate il ponte e risalite la ripida scalinata che vi porta alla Chiesa e alla fontana.Continuate su segnato sentiero fino ad arrivare ad un secondo ponte. Tenete la sinistra seguendo le indicazioni per Bocchetta di Rimella. Il sentiero sale con dolce pendenza fino al primo alpeggio, ancora caricato, dell'Alpe Scarpia m. 1693 s.l.m. Arrivati alla Bocchetta di Rimella, inizia il tratto EE. Nulla di particolarmente difficile, ma prestare attenzione. Risalite l'aerea cresta che vi porterà alla Punta del Pizzo m. 2232 s.l.m. da dove si potrà ammirare la Cima dell'Altemberg. Continuate sulla cresta fino ad arrivare alla Bocchetta delle Vacche m. 2224 s.l.m., da qui proseguite per circa 400 m. prima di abbassarvi di circa 70m. per aggirare un costone roccioso. Risalite il dislivello perso e riportatevi sulla cresta che in breve vi porterà alla Croce di vetta dell'Altemberg m. 2394 s.l.m.Per la discesa seguite le evidenti tracce per il lago di Capezzone e il Bivacco Taglio. Portatevi all'Alpe Capezzone m. 1845 s.l.m. e in circa 1h. sarete di ritorno a Campello Monti.

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Pizzo Ragno. Escursionismo Val Vigezzo

11 Luglio 2010

Pizzo Ragno. Escursionismo Val Vigezzo Località della Gita: Pizzo Ragno.Valle Vigezzo; Italia
Punto di partenza: Orcesco m. 825 s.l.m.
Nome della Cima: Pizzo Ragno m. 2289 s.l.m.
Esposizione:
Difficoltà: EE, vedere note nella relazione
Dislivello effettivo: m.1585 (dato GPS) dell'intera escursione
Distanza salita e discesa: Km 16,500 (dato GPS) dell'intera escursione
Tempo totale salita e discesa: circa 6 ore
Cartografia: Carta Nazionale Svizzera 1:50 000 foglio 285T Domodossola.
Periodo consigliato: Primavera/Autunno/Inverno
Bollettino Meteo della zona
Copertura telefonia cellulare:Buona copertura lungo tutto il tragitto dell'escursione.
Punto di ristoro/colazione/merende:
Rifornimento d'acqua: Alpe Campra, niente più acqua fino all'Alpe Fornale sulla via del ritorno.

Descrizione dell’itinerario: Arrivati a Orcesco (VB), parcheggiate l’auto nel piccolo parcheggio nei pressi della Stazione della Vigezzina. Attraversando i binari della ferrovia portatevi all'interno del paese, passando davanti alla chiesetta dirigetevi verso un parco giochi per bambini.Da qui inizia la salita in un bel bosco di faggi. Seguite, senza possibilità di sbagliare, il sentiero che in circa 1h 15' vi porterà alle baite dell'Alpe Campra m 1379 s.l.m. Portatevi verso la caratteristica fontanella ricavata da un tronco d'albero, dove troverete le indicazioni per il Pizzo Ragno.Attraversate il "bosco Negro" e portatevi sulla ripida linea di cresta (NE) che scende dal Pizzo Ragno. La cresta continua senza interruzioni fino alla vetta. Nell'ultimo tratto si esce verso sinistra e per un valloncello, si sbuca sotto alle croce di vetta. Per il ritorno si può scegliere di ripercorrere fedelmente la traccia di salita (insidiosa in caso di pioggia) o continuare in un percorso ad anello che si ricongiungerà all'Alpe Cortino. Se optate per la seconda soluzione, dalla croce di vetta abbassatevi di circa 60 m. di dislivello in direzione SO e con un lungo traverso (circa 2 Km.). vi portate dapprima al caratteristico Sasso Bianco m. 2174 s.l.m. e successivamente al Passo Biordo m. 2060 s.l.m. Al passo, con evidente sentiero, vi abbassate nel canale che in circa 40' vi condurrà alle baite dell'Alpe Fornale m. 1720 s.l.m.Seguite le indicazioni Alpe Cortino (prestare attenzione in questo tratto, la fitta e incolta vegetazione ricopre il sentiero. Difficoltà di orientamento. Consigliato solo a escursionisti esperti). Arrivati nuovamente all'Alpe Cortino, non vi resta che seguire il sentiero fatto in salita e ritornare in circa 1h 10' ad Orcesco.
Per ricevere dettagliate informazioni sul tratto più difficile dell'escursione, non esitate a contattarmi.

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